Festeggiare è un atto di grande generosità, è condividere un po’ della propria luce interiore.
Chi non sa festeggiare non è solo egoista, è spento dentro.
– Alessandro Bruno
HOPE aps è nata all’inizio di quest’anno da un gruppo di Persone con il Parkinson che da anni lavora “dal basso” per creare opportunità di cambiamento e di crescita per chi soffre di questa malattia. Una delle prime intenzioni espresse dai soci fondatori nel proprio Manifesto programmatico è stata quella di utilizzare la sofferenza della malattia in modo positivo: “Partiamo dalla nostra sofferenza per farne uno strumento di costruzione di felicità per chiunque incontriamo sulla nostra strada.”
In questi ultimi giorni, abbiamo deciso di avviare la nostra prima campagna di raccolta fondi con una festa pubblica nel Municipio I di Roma, dove la nostra associazione ha la propria sede. In poche ore, l’idea ha preso forma e sono cominciate ad arrivare le prime adesioni e le prime proposte di partecipazione concreta all’evento.
Per prime si sono fatte avanti le donne del coro “Folli per lo Swing”, una formazione canora femminile che si ispira alle canzoni del Trio Lescano, le famose regine dello swing italiano nel periodo a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta del secolo passato. Lisa Canitano, ginecologa e fondatrice dell’associazione Vita di Donna, oltre che animatrice del coro, insieme alle altre cantanti, non ha esitato neanche un attimo e ci ha scritto: “Sì, sì, sì, non vediamo l’ora di cantare per e con le persone che parteciperanno.”
Ha poi aderito Fulvio Terracciano, guida ambientale escursionistica ed esperto di trekking urbano, a nome del Cammino delle città, un’organizzazione che da anni organizza camminate urbane ed extra-urbane. Fulvio, insieme ad Andrea di HOPE, sta lavorando a un progetto per la creazione di percorsi urbani inclusivi, aperti a ogni genere di neurodivergenza. La Festa della diversità offrirà l’opportunità di mettersi alla prova su un percorso sperimentale che Fulvio sta mettendo a punto in questi giorni. “Il 18 maggio potrebbe essere il primo esperimento di trekking urbano rivolto a Persone neurodivergentiOriginato nel contesto dell’autismo, il concetto di neurodivergenza si è espanso per enfatizzare che le differenze neurologiche dovrebbero essere riconosciute e rispettate al pari di qualsiasi altra forma di diversità umana, come quelle di genere, etnia o cultura. L'espressione fu coniata dall'attivista statunitense Kassiane Asasumasu, che propose questa definizione inclusiva: “Persone Leggi, in cui sondare il terreno e rodare il meccanismo.”
Altre proposte in via di definizione prevedono un laboratorio di poesia e uno di canto e danza popolare. Nei prossimi giorni pubblicheremo il programma completo dell’iniziativa, con gli orari e i luoghi di incontro. Nel frattempo, chi desiderasse effettuare una pre-iscrizione al trekking urbano, può compilare il modulo qui sotto. Il percorso, della lunghezza di circa 2 chilometri e sarà nelle vicinanze del Circo Massimo. sarà aperto a tutti e tutte. Vi preghiamo di indicare nel modulo eventuali problemi di deambulazione (uso del deambulatore o della sedia a rotelle).
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