La gioia non tradisce l’attivismo, al contrario lo sostiene.
E quando affrontiamo una politica che mira a renderci paurosi,
alienati e isolati, la gioia è uno splendido atto di insurrezione.
Rebecca Solnit
La citazione di Rebecca Solnit che apre questo articolo è tratta dal suo Speranza nel buio, un libro che quest’anno compie vent’anni. Il saggio venne infatti pubblicato nel 2005 dall’attivista e saggista statunitense ed è una storia dell’attivismo e della trasformazione sociale a cavallo tra Novecento e i primi anni del XXI secolo, dalla caduta del muro di Berlino alle manifestazione mondiale contro la guerra in Iraq del 15 ottobre 2003 che vide la partecipazione di oltre 110 milioni di persone, in ogni parte del pianeta.
La nostra scelta di organizzare una festa è stata proprio fatta all’insegna di questo appello alla gioia, contro l’isolamento e per la salute sociale. Vi raccontiamo brevemente come è andata.
La giornata è iniziata con un percorso di trekking urbano, ideato da Fulvio Terracciano de Il Cammino delle Città e collaudato insieme a AnnaMaria Loliva e Andrea Spila. Una decina di persone ha affrontato il percorso di 2 chilometri che li ha portati dal Circo Massimo al Giardino degli Aranci. Abbiamo raccolto la testimonianza di una delle partecipanti, Maria Grazia Pizzicaro, una cantante del coro Folli per lo Swing: “Amo camminare per le strade assolate di Roma e il trekking guidato da Fulvio è stato molto piacevole. In realtà, tutta la mia esperienza con HOPE è stata emozionante: è stato un onore cantare per voi e spero si possa ripetere. La parola chiave della Festa della neurodiversità per me è INSIEME”.
Questa camminata intende essere la prima esperienza di un progetto denominato Percorsi Urbani Collettivi che vuole promuovere l’ideazione e realizzazione di camminate di quartiere, inclusive e accessibili, indirizzate in special modo alle persone con disabilità.
Il programma della Festa è poi continuato al Giardino degli Aranci, con un laboratorio di composizione di Haiku, le famose poesie giapponesi di tre versi, rispettivamente di 5, 7 e 5 sillabe, guidato da Alfonso Alfonsi, sociologo e cultore di poesia, oltre che appassionato di ornitologia ed entomologia (in particolare di coleotteri). Il seguitissimo laboratorio si è concluso con la produzione e la lettura collettiva di poesie scritte dai partecipanti.
L’idea di utilizzare gli haiku come strumento terapeutico è nata dalla lettura dei molti contributi della poetessa Stella Pierides che per conto della Haiku Foundation ha curato a lungo un corso intitolato Haiku for Parkinson’s. Inoltre, abbiamo consultato il lavoro dello psicologo e neuroscienziato Herman J. Müller che ha condotto molte ricerche sul rapporto tra haiku e cervello, utilizzando la risonanza magnetica dell’encefalo (mRI), e approfondito su Juxtaposition, una rivista specializzata della Haiku Foundation.
Il trekking urbano del 18 maggio sarà la prima attività di un progetto che HOPE sta avviando, insieme a Il Cammino delle Città, per sperimentare gli aspetti pratici della creazione di percorsi urbani collettivi inclusivi in varie aree della città, non necessariamente turistiche.
I percorsi saranno promossi dai cittadini e dalle cittadine all’interno dei quartieri. Si ipotizza di utilizzare una segnaletica dedicata e di far valutare il livello di difficoltà da guide esperte. Inoltre possono essere attivati accordi e convenzioni con realtà pubbliche e private lungo il percorso o nelle vicinanze le quali sponsorizzano il percorso stesso e offrono servizi ai camminatori (palestre, centri di riabilitazione, ecc). Le persone del quartiere (ma anche i turisti) possono darsi appuntamento lungo il percorso per camminare insieme.
I percorsi toccheranno, ove possibile, alcuni dei luoghi simbolo dell’integrazione e dell’innovazione sociale romana, prevedendo tappe in centri interculturali, incontrando artisti, attivisti e realtà associative che lavorano quotidianamente per costruire ponti tra le differenze. Ogni sosta sarà un’occasione di ascolto e racconto, offrendo spazio alle voci spesso invisibili della città.
Il Cammino delle Città è un progetto che nasce dalla passione di due guide escursionistiche esperte, Fulvio Terracciano e Benny Scarpellino, con l’intento di diffondere il benessere della camminata ovunque ci si trovi. È un format pensato per introdurre all’escursionismo tanti neofiti iniziando a camminare proprio nelle nostre città.
Il trekking, urbano o in montagna, è un modo naturale per allenare il corpo e la mente. Mettendo alla prova le tue capacità in qualsiasi contesto e vivendo una esperienza interiore ogni volta che ti metti in cammino!
Citywalktrek©, questo il nome del format, permette di addentrarci a piedi nelle aree urbane, solitamente attraverso percorsi pedonali, sentieri cittadini o strade meno trafficate. A differenza del trekking tradizionale, che si svolge in ambienti naturali come montagne o foreste, il citywalktrek© coinvolge l’esplorazione di paesaggi urbani, quartieri, parchi cittadini e luoghi culturali cittadini.
Quando Il Cammino delle Città ha incontrato gli attivisti di HOPE, è nata l’idea di aggiungere l’accessibilità alla formula del trekking urbano: tracciare quindi percorsi privi di barriere architettoniche, con pause frequenti, la disponibilità di servizi igienici e quando necessario l’accompagnamento da parte di volontari formati. Famiglie, anziani, persone con disabilità, turisti e cittadini curiosi: chiunque è il benvenuto.
Non si tratta solo di “fare sport”, ma di vivere un’esperienza. Camminare in città non è mai stato così coinvolgente, utile e significativo.
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